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lunedì, giugno 25, 2012

AL MIO AMATO MORGAN



Il gatto in un appartamento vuoto

Morire - questo a un gatto non si fa.
Perché cosa può fare un gatto
in un appartamento vuoto?
Arrampicarsi sulle pareti.
Strofinarsi tra i mobili.
Qui niente sembra cambiato,
eppure tutto è mutato.
Niente sembra spostato,
eppure tutto è fuori posto.
E la sera la lampada non brilla più.

Si sentono passi sulle scale,
ma non sono quelli.
Anche la mano che mette il pesce nel piattino
non è quella di prima.

Qualcosa qui non comincia
alla solita ora.
Qualcosa qui non accade
come dovrebbe.
Qui c'era qualcuno, c'era
poi d'un tratto è scomparso
e si ostina a non esserci.

In ogni armadio si è guardato.
Sui ripiani si è corso.
Sotto il tappeto si è controllato.
Si è perfino infranto il divieto
di sparpagliare le carte.
Che altro si può fare.
Aspettare e dormire.

Che lui provi solo a tornare,
che si faccia vedere.
Imparerà allora
che con un gatto così non si fa.
Gli si andrà incontro
come se proprio non se ne avesse voglia,
pian pianino,
su zampe molto offese.
E all'inizio niente salti né squittii.

venerdì, giugno 22, 2012

FUMO





Una sigaretta nei polomoni.

LA accendo, la aspiro normalmente
finchèmi riempie il cervello,

deglutisco il fumo

e,

mentre un lasso di tempo
si fa un giro nei miei pensieri,

metto in bocca la sigaretta
alla rovescia
lasciando la miccia nella gola.

Lascio che lei si consumi un po'
per poi riprendere a fumarla.

Fumo,
Tutto quello che posso.

Tutto fumo.

giovedì, giugno 21, 2012

SEI DIVENTATO RE















Oggi ti senti re.

sei diventato re?
Hai scelto una delle dame di corte
per diventare re.

E le battaglie?
E quel giorno in cui fosti investito,
con il rito della spada su di te?

Allora non eri ancora re?

E i castelli e le città
che conquistasti con la forza,
si, la forza...
quella che ti accompagnò per tutti quegli anni,
che cos'è diventata?
Nebbia.
Nebbia che solo una buia notte può sollevare...

Hai preferito stare nel castello delle feste,
alle luci di lanterne gioiose...
e al calore di dame di corte
che, una ad una si sono prostrate a te,
portandoti doni,
calori di lussurie,
asciugandoti i sudori con i loro dorati capelli,
e tu, in cambio, le hai ricoperte di gioielli,
arazzi, cibo abbondante...

E' lì che sei re?
E' dunque questo essere re?

E quello che stringi tra le braccia, oggi, il tuo premio?

La forza, 
quella forza,
si è inabissata negli umidi terreni di un cimitero dimenticato.

mercoledì, giugno 20, 2012


ERA SOLO UN GUANTO


Da indossare


evitando qualsiasi contatto
evitando qualsiasi contagio
e conservare la mia pelle,
la mia temperatura
lasciando che le mie mani
non si mescolassero con ciò che toccavano.


Io restai me stessa,
indossai il guanto
e rimasi me stessa.


Lo indossai, si.
comodo, morbido, liscio,
mi servì all'occorrenza,
finchè mi servì lo indossai.


Quando non servì più lo tolsi.
Non lo sfilai lentamente,
per non poterlo più utilizzare,
Lo presi con forza,
con la mano libera, lo rivoltai
lo sfilai violentemente.


Lo buttai via.
Lo usai una volta sola.
ROSA


FIORE
SORELLA
MUSICA
FAMIGLIA
STELLA
COLORE
FRAGRANZA
SENSAZIONE
PERDONO
QUARDO


martedì, giugno 19, 2012

SONO

certa che quando crescerà
avrà la mi astessa età.

Non so se sa mai ci incontreremo,
se mai saprà chi sono.

So solo che non la riconoscerò,
perchè per me non ci sarà.

Nè mai
saprà tu
chi sei.

venerdì, giugno 15, 2012

IL SIGNORE DEI SOGNI

















"Un Anello per domarli,
Un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli
e nel buio incatenarli."

mercoledì, giugno 13, 2012

Urla

troppo perchè non si riesca a sentire,
ha voce stridula,
voce roca,
urla.

Continua ad urlare tanto da far venir via la vernice dai dipinti.

Urla tanto da far cadere le foglie d'estate.

Impossibile non sentire i suoi toni,
riesce a frantumare tutte le palle di vetro.

Non fingere di non SENTIRLA.

Smettila di imprecare, anima.

martedì, giugno 12, 2012

SPECCHI



nella stanza degli specchi
veNgo avvolta da panorami surreali,
folgorata dalla luce
e violentata da chiaro/scuri dispettosi.

Uno specchio riflette una vecchia foto
e subito son dieci, cento, mille...
scompare negli occhi di un gatto
senza zampe,
si specchia anche lui.

Ed è subito magia,
è un parco giochi...
è un insieme di luci, sorrisi, gioia, profumi di giuggiole,

roteo su me stessa lasciandomi inebriare dal momento,
allargo le braccia
continuo a roteare..

Cade uno specchio.
Ne urta un altro.
Tutto cade,
tutto si frantuma.

La stanza è buia.

I riflessi di quelle immagini restano nella mente.

Riflessi,
SOLO, riflessi.

venerdì, giugno 08, 2012

IO

...ero una bambina,
TU
eri già maturo,
quando hai deciso
di cotninuare senza di me.

Questa Notte

Ero nella tua casa,
la mia casa...
e non mi scalfiva la vista di lei.
Lei, che dava vita  a lei.

Tu, sulla bianca sedia dei miei genitori
c'eri.
Con il tuo sguardo soddisfatto puntavi l'orizzonte.

Lì, dall'ultimo piano,
dove la vista arriva sino al castello
quando il cielo è terso.

Quanta parte di me è in quei tramonti...
quante le auto che sfrecciano,
la mia lampeggiava alla vista di  mia madre.

Questa mattina, la vita...
quella che scorre
quella che mostra i denti,
quella che mostra i sorrisi,
quella che graffia,
quella che taglia le gambe
quella che ti vien da piangere
quella che ti riempie il cuore
quella che
non vorresti che mai nessuno andasse via.